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L’applicazione dei principi di Bioarchitettura e Neuroarchitettura

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Posted on giugno 27, 2017

di seguito l’intervista rilasciata alla piattaforma “ProntoPro” sul nostro modo di concepire e interpretare l’architettura.

L’applicazione dei principi di Bioarchitettura e Neuroarchitettura

Costruire casa nel 21° secolo non può prescindere da termini come Architettura sostenibile, Bioarchitettura, Neuroarchitettura, green building.

Abbiamo intervistato l’architetto Antonio Di Maro, titolare dello studio di architettura Antonio Di Maro & Partners, che ci ha parlato in modo molto approfondito dei principi cui si ispira lo studio di Architettura Antonio Di Maro.

 

Quali sono i principi su cui si fonda il vostro studio?

Il nostro studio da sempre si pone alcune “mission” fondamentali per ogni progetto.

La “neuroarchitettura, scienza che consente attraverso l’uso sapiente dell’interazione tra neuroscienze ed architettura di ottenere effetti benefici sull’individuo.

Architettura sostenibile o “green building, che consiste nel progettare e costruire edifici in grado di limitare gli impatti nell’ambiente, sfruttando ciò che ci offre la natura e al contempo garantendo qualità e riproducibilità delle risorse naturali.

Ed, infine, la bioarchitettura, che mira all’utilizzo degli elementi presenti in natura come guida per la realizzazione ottimale di spazi confortevoli. Il “pensiero verde” e la natura sono così gli elementi generatori di ogni nostro progetto, che si rivelano attraverso l’uso controllato della luce e la sperimentazione di nuovi materiali.

Neuroarchitettura; di cosa si tratta e come nasce questo filone dell’Architettura? Quali sono le principali tecniche che vengono impiegate a tal fine?

Un architetto può progettare spazi che non solo rispettino determinati canoni estetici, ma che diano anche e soprattutto benessere all’individuo, che aumentino la capacità di concentrazione, che aiutino la guarigione o che siano formativi.

Marco Vitruvio Pollione l’aveva già compreso circa 2000 anni fa: un edificio deve essere forte o durevole nel tempo, utile e bello. L’architettura è arte e soprattutto può migliorare il tenore di vita. Luoghi con determinate caratteristiche ad esempio potenziano fantasia e creatività: gli alunni, in una scuola con aule ben illuminate, si dimostrano più ligi al dovere, così come i pazienti trascorrono una degenza più serena in un ospedale con stanze variopinte. D’altronde c’è un legame intrinseco tra l’ambiente circostante e gli individui: il sistema nervoso riceve e decodifica gli stimoli esterni, come suoni e colori, trasmettendo poi gli impulsi al resto del corpo.

La Neuroarchitettura studia il livello di risposta psicologica umana ai componenti che costituiscono i diversi ambienti. L’obiettivo di fondo è quello di valutare l’impatto che le varie strutture hanno sul sistema nervoso umano e sul cervello.

Tra gli elementi importanti per le neuroscienze dell’architettura dobbiamo assolutamente menzionare luce e colore. Per quanto riguarda il colore, a titolo di esempio, gli studi hanno evidenziato che quando i colori sono più brillanti generano stimoli più forti poiché sono più riconoscibili. Il cervello ricorda più facilmente gli oggetti che sono più notevoli. Se i colori sono utilizzati in connessione con gli spazi, possono quindi rafforzare la posizione degli oggetti nella mappa mentale, e stimolare la memoria. Ad esempio attraverso la scelta e la distribuzione dei colori in un negozio è possibile indirizzare la volontà di acquisto di un cliente verso un certo prodotto piuttosto che un altro. La luce, invece, serve a vari scopi: creare gli spazi per trovare l’orientamento, per rivelare o nascondere determinati volumi, o per attirare l’attenzione su un “compito” se parliamo di ambienti di lavoro. La nostra percezione e il desiderio di luce varia anche in base agli scopi che necessitano di luce; ad esempio, mentre per il pranzo può essere sufficiente una luce, la stessa sarà insufficiente per lo studio.

Il Suono è un’altra variabile importante nella progettazione architettonica. Ad esempio, negli ambienti di formazione ed educazione dei bambini, che sono soggetti che facilmente tendono a distrarsi, la stanza deve produrre una comprensione chiara del suono. La comunicazione verbale deve essere quindi agevole e per questo di solito si utilizza isolare anche i soffitti.

L’Architettura sostenibile e la Bioarchitettura stanno riscontrando un forte interesse nell’ultimo periodo; in che modo vi occupate di queste tematiche all’interno del vostro studio?

Esatto. Promuovere un’architettura responsabile e rispettosa del contesto ambientale attraverso la Bioarchitettura e Architettura sostenibile è la nostra priorità in ogni progetto. Per capire l’importanza e l’attualità di queste tematiche bisogna conoscerle e capire la portata degli “effetti benefici” che possono produrre.

La bioarchitettura presuppone un atteggiamento ecologicamente corretto nei confronti dell’ecosistema e si concretizza in una pratica architettonica rispettosa dei principi della sostenibilità. Si pone l’obiettivo di instaurare un rapporto equilibrato tra l’ambiente ed il costruito, soddisfacendo i bisogni delle attuali generazioni senza compromettere, con il consumo indiscriminato delle risorse, quello delle generazioni future.

Gli edifici progettati secondo i dettami della Bioedilizia, o Green Building, fanno uso di fonti di energia rinnovabili per il riscaldamento e il raffreddamento come l’energia solare per l’acqua calda, il fotovoltaico, le biomasse ed il geotermico.

Il nostro studio nel progettare secondo le “buone regole” della bioarchitettura segue una serie di principi fondamentali come:

  • l’ombreggiamento,
  • la ventilazione naturale,
  • l’isolamento termico,
  • il raffrescamento naturale,
  • la deumidificazione,
  • la protezione dalle precipitazioni,
  • la riduzione delle dispersioni termiche,
  • l’illuminamento naturale e la captazione solare.

Molti sono i fattori da tenere in considerazione, tra i più importanti c’è l’orientamento. Pensare con cura alla disposizione dell’edificio rispetto alla relazione “nord-sud”, per poter avere un soleggiamento corretto e influire sulla capacità di raffrescare gli ambienti interni sfruttando la ventilazione naturale.

Per quanto riguarda invece i materiali bisognerebbe utilizzare materiali naturali, riciclati e riciclabili, seguendo le logiche leed. Non tutti lo sanno, ma per difendere l’abitazione dai raggi solari, che aumentano significativamente il carico termico estivo, è possibile realizzare degli “schermi solari” per la protezione dal sole. Tuttavia, qualora tutte le soluzioni di climatizzazione passiva non bastassero, è possibile integrare con soluzioni di energia rinnovabile, ricorrendo all’uso delle nuove tecnologie per il risparmio energetico come impianto fotovoltaico, eolico, di biogas o geotermico.

L’obiettivo dell’architettura sostenibile è ridurre l’impatto complessivo della edificazione sulla salute umana e sull’ambiente naturale attraverso l’utilizzo efficiente di energia, acqua e altre risorse; attraverso la protezione della salute degli occupanti e il miglioramento della produttività e la riduzione dei rifiuti, dell’inquinamento e del degrado ambientale.

Tra i punti cardine di una “ristrutturazione sostenibile” rientrano senza alcun dubbio la scelta e l’utilizzo di materiali naturali ed ecologici, come il legno, che garantiscono una riduzione del rischio di emissioni inquinanti nell’abitazione e creano un ambiente salubre; il risparmio energetico che si ottiene con un buon isolamento termico prima, e un buon sistema di riscaldamento e/o raffrescamento dopo.

Ancora, l’isolamento acustico, il risparmio idrico, lo studio dettagliato della luce sia naturale che artificiale: più sarà giusta la progettazione illuminotecnica, maggiore sarà il risparmio energetico ed economico.

In ogni lavoro la nostra “missione” è effettuare una progettazione in grado di soddisfare al meglio le richieste dei committenti senza però dimenticarsi della necessità di non stravolgere i ritmi e le risorse naturali, senza portare danni agli altri e cercando di inserirsi in modo armonioso nel contesto.

Per approfondire queste tematiche è possibile visitare la sezione blog del nostro sito www.antoniodimaro.it


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