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531 West Avenue, NY

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Li conoscevano già nell’antica Mesopotamia. Adesso da New York alle capitali del Nord Europa, le terrazze dei grattacieli si tingono di verde con i tetti giardino, coperture ecosostenibili e trendy. Tegole fiorite o piccoli orti impreziosiscono i piani alti degli edifici, creando oasi variopinte nel reticolo grigio della giungla urbana.  Chi crede siano semplici accorgimenti decorativi  alla moda sbaglia.

Dagli sgravi fiscali all’isolamento termico e acustico, i vantaggi sono numerosi soprattutto per l’abbattimento dei costi sulla bolletta e per il risparmio energetico. Ad esempio, i  tetti giardino fungono da barriera naturale contro gli sbalzi di temperatura:  durante l’inverno impediscono la dispersione del calore, mentre in estate, nelle giornate torride e afose, mantengono l’ambiente fresco, ventilato e salubre; inoltre, grazie ad un apposito sistema di drenaggio, consentono sempre di evitare infiltrazioni d’acqua piovana. Le tasse diventano più leggere: le spese di climatizzazione,per dire, si riducono così del 30%. Anche lo Stato aiuta: entro fine 2016, sono previste agevolazioni  per opere di ristrutturazione edilizia come questa.

TIPOLOGIE- Che sia in cima ad una casa ultramoderna o ad un palazzo antico poco importa, la gamma di rivestimenti è ampia, a seconda delle esigenze e delle superfici disponibili.  E’ possibile scegliere tra  verde estensivo e intensivo: il primo più semplice, ha una capacità di carico ridotta e prevede un manto erboso con massimo 20 cm di profondità; il secondo  trasforma il terrazzo in un orto domestico o in un’oasi con piante rigogliose, lussureggianti  e aree attrezzate come campi gioco,  ma logicamente ha costi di gestione- installazione più esosi e si addice solo a piani con una copertura inclinata. Non cambiano invece i materiali adoperati, come la pietra pomice o la lava, entrambi di origine vulcanica, o ancora anche se più di rado il laterizio riciclato, mentre sono banditi i substrati per giardinaggio.

Come progettare i Tetti Giardino

L’iter per la realizzazione è meno lungo di quanto si pensi. Certo ci sono passaggi fondamentali, ineludibili ed è importante affidarsi ad esperti del settore. Innanzitutto  bisogna calcolare il peso di carica delle coperture e la capacità della struttura portante. Solo dopo si procede con la messa in opera. Il tetto giardino, a prescindere dalla tipologia, è composto da strati sovrapposti secondo un ordine ben preciso. Ognuno è deputato a svolgere una funzione differente e propedeutica all’altra. L’area verde con manto erboso o piante variopinte è solo il risultato finale di un lavoro ingegneristico e architettonico certosino. Come progettare un tetto giardino? Ecco una breve guida:

  • Strati iniziali. All’inizio sulle coperture va disposta una pellicola di primer in bitume e solventi  per rendere impermeabile la superficie e ancorarla alla struttura  di cemento. Le vernici a base di polimeri sintetici invece formano una membrana protettiva, su cui viene sovrapposto lo strato drenante simile ad una cisterna d’acqua piovana per intenderci, viste le funzioni di accumulo e irrigazione idrica. I filtri, composti da fibre di polietilene, ostruiscono eventuali infiltrazioni;
  • Substrato di vegetazione. Realizzarlo è il passaggio più difficile forse. L’importante è adottare accorgimenti minuziosi per scongiurare il rischio di fastidiosi inconvenienti, come asfissia, rapporto sbilanciato tra aria e acqua, guasti degli strati iniziali;
  • Vegetazione. A prescindere dai gusti personali, bisogna considerare fattori ambientali e fisiologici che regolano la vita delle piante, ossia la quantità di luce necessaria, il livello di temperatura e la tipologia dei fito- nutrienti. Per il resto, basta seguire la propria fantasia, disegnando giochi di prospettive tra alberi esotici o frutti di stagione, arbusti, ortaggi e – perché no- fiori “petalosi”.

Altrimenti ci si può  sempre ispirare a muse d’eccezione, come i giardini pensili babilonesi o, citando esempi più recenti e contemporanei,  il tetto verde dell’Accademia delle Scienze della California, a firma dell’architetto Renzo Piano.

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