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Gli ecovillaggi sono una realtà attuale e diffusa in tutto il mondo, anche in Italia. Scopriamo insieme cosa sono.

 

Introduzione
Gli ecovillaggi hanno cominciato a fondarsi consapevolmente negli anni ‘60 in Australia e negli Stati Uniti e si sono diffusi poi in tutto il mondo. Da allora sono in continua crescita numerica ovunque.
La ricerca di un nuovo modo di vivere, più sano e naturale, ha posto l’attenzione di molte persone sulle comunità ecologiche, dove l’individuo trova sostegno sia per la propria autorealizzazione, sia per sviluppare le sue relazioni con il gruppo.
Si cerca di costruire un rapporto con l’agricoltura basato sui cicli naturali e la produzione di cibo sano, per essere in armonia con l’ambiente.
In queste realtà si cerca di vivere insieme agl’altri, basandosi sulla condivisione dei compiti e delle responsabilità, per spezzare le catene di un lavoro alienante, di rapporti falsati, di un consumismo invadente e, soprattutto, per fuggire dalla città come oggi la conosciamo e tornare alla natura.
Ecco allora che nasce una comunità sostenibile, che può essere realizzata da due o più persone, in campagna, in un villaggio o cellula ecologica in città.
Questa comunità prende il nome di ecovillaggio.

 

Definizione
L’ecovillaggio è una tipologia di comunità basata esplicitamente sulla sostenibilità ambientale.
I principi di questo tipo di comunità, secondo l’ecologo ed agronomo australiano David Holmgren -che ne è uno dei maggiori teorici- sono i seguenti:

  • adesione volontaria dei partecipanti e condivisione dei principi fondanti
  • nuclei abitativi progettati per ridurre al minimo l’impatto ambientale
  • utilizzo di energie rinnovabili
  • autosufficienza alimentare basata su permacultura -coltivazione in grado di mantenersi autonomamente e di rinnovarsi con un basso impiego di energia- o altre forme di agricoltura biologica

L’ecovillaggio è un luogo dove le persone scelgono intenzionalmente di coabitare adottando un modo di vita comunitario oppure, pur conservando l’autonomia delle abitazioni private, svolgono un tipo di vita cooperativistico, oppure ancora scelgono di condividere degli spazi e dei servizi, svolgendo attività in comune come nel cohousing.
In tutti questi casi i membri partecipano alla progettazione della comunità che assume un orientamento ecologico.

 

Caratteristiche
Strutture
Le strutture dell’ecovillaggio possono essere costituite da aziende agricole dismesse che vengono recuperate e riavviate alla produzione o da una semplice aggregazione di case e spazi comuni.
I fabbricati vanno recuperati con le risorse esistenti, con i materiali naturali locali: i mattoni di argilla, i pannelli isolanti di sughero o lana di pecora; e le risorse energetiche naturali autonome, come il legno o la pietra.
Tutto nel pieno rispetto dei criteri della bioedilizia. L’utilizzo di materiali rispettosi per l’ambiente e delle tecniche costruttive in accordo con i principi di bioarchitettura è molto importante all’interno degli ecovillaggi perchè questi sono concepiti con lo scopo di divenire una vetrina espositiva per i prodotti che più rappresentano l’innovazione tecnologica in equilibrio con la natura. Per arrivare a ciò all’interno degli ecovillaggi l’architettura moderna impiega i materiali naturali utilizzando forme geometriche frattali che si avvicinano alle linee ed alle forme che esistono in natura. La bellezza e l’armonia delle abitazioni hanno inoltre l’importante scopo di migliorare la qualità della vita alle persone che le dimorano.
Le abitazioni devono inoltre essere in armonia con il clima, in modo da accrescere il guadagno di energia termica solare nella stagione fredda, e proteggere gli edifici dal surriscaldamento nella stagione calda. L’esposizione degli edifici deve consentire l’illuminazione naturale degli ambienti e il raffrescamento e la ventilazione senza consumo di energia.  Va realizzato un sistema di raccolta dell’acqua piovana da riutilizzare per gli scarichi del wc e l’irrigazione, e il verde va progettato perché aiuti ad avere un microclima più confortevole.

Alimentazione
L’energia pulita, che rende pienamente autonome queste realtà, si ottiene con i sistemi fotovoltaici o con impianti microeolici, mentre i collettori solari consentono di coprire l’intero fabbisogno di acqua calda.
La cura e il recupero degli sprechi idrici fatti in passato è un punto importante. Il trattamento biologico delle acque di scarico, il recupero dell’acqua piovana, la cura dell’acqua di superficie e della falda freatica sono scelte inevitabili in un ecovillaggio.

Attività
Negli ecovillaggi si svolgono attività di tipo diverso: agricole, di allevamento, educative, dedicate alla cura della persona e al benessere fisico e spirituale, ma anche ospitalità.
Qui città e campagna s’incontrano più facilmente e si inizia a prendersi cura della campagna, inventando un modello virtuoso, una specie di laboratorio che parla di come il pianeta va nutrito e abitato in maniera sostenibile.
La dimensione sociale degli ecovillaggi rimanda al desiderio delle persone di trascorrere più tempo insieme, e di creare un ambiente dove ognuno possa crescere sia come individuo libero che come parte di un gruppo.
Gli ecovillaggi sono abbastanza piccoli da fare in modo che ognuno si senta qualcuno.
Le persone hanno la possibilità di prendere decisioni che hanno effetto sulla loro vita su basi trasparenti.
Per i bambini, gli ecovillaggi provvedono ad un ambiente amorevole nel quale sono coinvolti quotidianamente in compiti quali il giardinaggio e la costruzione. Questo gli consente di imparare una varietà di abilità attraverso esperienza pratica.
Imparare a funzionare come membri responsabili di una comunità li aiuta anche a pensare a loro stessi ricordando allo stesso tempo il loro posto nell’insieme.

 

Gli ecovillaggi in Italia e nel Mondo
Nel mondo esistono tantissimi ecovillaggi, diversi per composizione e interazione con l’esterno. Alcuni sono vere e proprie piccole città, altri si presentano più come delle comunità aperte, alla maniera dei centri sociali: luoghi sperimentali, sempre immersi nel verde, pieni di spazi in cui praticare le più svariate attività collettive oppure semplicemente dove riposarsi e ascoltare la natura. Qui le persone sono residenti oppure visitatori che, per brevi periodi, si fermano anche solo con lo scopo di allontanarsi dalla città.
Solo in Italia esistono quasi 100 ecovillaggi, anche visitabili.
Alcuni di questi villaggi sostenibili sono uniti dalla rete di collaborazione RIVE -Rete Italiana Villaggi Ecologici-, cioè una forma di associazione di sensibilizzazione sociale e anche culturale, atta a tenere in contatto tutte quelle persone che appoggiano i concetti di comunità, come collaborazione tra persone, e sostenibilità, come salvaguardia dell’ambiente. Oltre alla rete di comunicazione RIVE, grazie alla quale si possono conoscere i paesi italiani in cui sperimentare il cohousing e il vivere sostenibile, molti di questi villaggi sono uniti dalla WWOOF -World Wide Opportunities on Organic Farms- organizzazione che mette in contatto le fattorie biologiche con chi ha voglia di offrire il proprio aiuto, in cambio di vitto e alloggio.

 

Conclusioni
Valorizzazione dei territori marginali e abbandonati, bassi costi di acquisizione degli immobili, valorizzazione sociale e individuale per discutere e prendere decisioni, equiparazione del capitale e del lavoro, costi di gestione contenuti, gestione delle risorse in loco per il fabbisogno energetico, riduzione dei consumi, diminuzione della dipendenza dal denaro e dal sistema globalizzato, gestione comune e condivisione delle risorse, autosufficienza alimentare ed energetica, autocostruzione degli edifici, processo decisionale partecipato, risoluzione dei conflitti, educazione olistica: sono questi i principi fondamentali che accomunano gli ecovillaggi.
Le realtà degli ecovillaggi intende dar vita a nuove forme di convivenza, tali da rispondere all’attuale disgregazione del tessuto familiare, culturale e sociale della condizione che viviamo oggigiorno.
L’ecovillaggio costituisce un laboratorio di ricerca e sperimentazione verso stili di vita alternativi ai modelli socio-economici più diffusi. A differenza della comunità, di dimensioni più ridotte, l’ecovillaggio tende al massimo dell’autosufficienza, in modo da soddisfare il più possibile, al suo interno, ogni esigenza dei suoi membri -lavoro, svago, espressione di sé, educazione, bisogni affettivi-.
In questo senso, si presta a costituirsi come un modello sostenibile, sul piano economico, sociale ed ecologico -uso di energie rinnovabili e tecnologie appropriate, difesa dell’ambiente e dell’economia locale-.
In tal modo si afferma un nuovo modo di abitare e coltivare, che integra l’architettura e l’agricoltura nell’ambiente e nel paesaggio, dove la terra, l’energia, la vegetazione e l’acqua sono elementi che concorrono a costruire benessere e armonia per tutti.

 

 

 

Per maggiori informazioni puoi contattarci via mail all’indirizzo info@antoniodimaro.it

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