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Avere una casa sempre perfetta e in ordine è più difficile di quanto si pensi. Scope, stracci e secchi qualche volta non bastano per la lotta giornaliera alle insidie domestiche. Al di là della polvere, eliminare batteri e microrganismi è un’ardua impresa, perché si sviluppano rapidamente, compromettendo anche la salute degli inquilini. Un elevato standard di igiene può essere garantito dai rivestimenti autopulenti, ossia materiale per pavimenti a basso impatto ambientale.

Dal grès porcellanato alle ceramiche bioattive, i modelli disponibili sono tanti e ben si addicono ai diversi spazi, sia interni e umidi come bagno, cucina dove proliferano più batteri, sia esterni ed esposti alle intemperie, come balconi e verande, sposando funzionalità e design.

LE CARATTERISTICHE- I materiali seppur differenti, in determinate condizioni, innescano processi biochimici, in grado di eliminare residui di sporcizia, salvo ruggine, efflorescenze e sigillanti al silicone. Ecco alcune delle caratteristiche principali dei pavimenti autopulenti:

  • Il biossido di titanio, (TiO2), composto chimico simile ad una polvere cristallina, avendo un alto indice di rifrazione, rende la superficie fotocatalitica: in pratica, microorganismi e inquinanti vengono disgregati tramite i raggi del sole che si infrangono sul materiale;
  • super-idrofilia. Il biossido di titanio attira le molecole di acqua presenti nell’ aria (umidità), creando un film liquido che impedisce alla sporcizia di attecchire. Ad esempio, i rivestimenti autopulenti all’esterno di un edificio assorbono e trattengono all’interno l’acqua piovana che deterge di conseguenza il materiale stesso, asportandone macchie e sporcizia;
  • I raggi del sole a contatto con la superficie innescano una reazione chimica, che decompone microrganismi e batteri, producendo ossigeno;
  • I costi di manutenzioni sono bassi, perché il materiale ha un’elevata resistenza al calpestio e alle sollecitazioni esterne;
  • isolamento termico rinforzato. La dispersione termica è esigua.

Alcuni materiali riescono inoltre ad attutire l’impatto delle onde  elettromagnetiche ad alta frequenza. Ne sono un esempio la pittura acrilica schermante, priva di solventi e le finiture schermanti, applicabili sia alle piastrelle dei pavimenti che ai rivestimenti esterni di un edificio.

I VANTAGGI- Scegliere un materiale autopulente per il proprio appartamento sottende una filosofia, uno stile di vita, teso  a ridurre l’impatto ambientale e ottimizzare i costi. Le spese sono meno frequenti e  gravose, perché  non è necessario acquistare spesso detersivi, né tanto meno effettuare interventi di derattizzazione se l’edificio è pubblico. I vantaggi sono numerosi sia per le tasche e il bilancio familiare, sia per la salute stessa degli inquilini.  Il livello di igiene è più alto, grazie alle caratteristiche anti-batteriche, idrofile di molti materiali e all’uso sporadico di detersivi aggressivi che emanano Voc (composti organici volatili). Secondo alcuni esperti, viene ammortizzato anche il rischio di contrarre infezioni e allergie. Come dimostrano studi in merito, ci sarebbe un legame tra condizioni igieniche di un ambiente domestico e benessere psico-fisico degli inquilini. Stress, senso di spossatezza, mal di testa e perdita di concentrazione, nausea sono malesseri comuni alla sindrome da “edificio malato”. Le cause? Insalubrità dell’aria, presenza di solventi e sostanze nocive nel materiale di costruzione e negli elementi d’arredo. Pavimenti e superfici autopulenti sarebbero l’unico rimedio, a quanto pare.

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