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Resistenti e longevi, i pavimenti in legno conferiscono eleganza agli ambienti. Certo l’usura e il logorio del tempo arrecano danni, ma non ne scalfiscono il fascino. Con zelo e accorgimenti periodici, è possibile salvaguardarli anche col passare degli anni. La pulizia e la cura quotidiana sono imprescindibili, ma alle volte è necessario ricorrere a trattamenti specifici, anche a seconda del materiale su cui intervenire.

La manutenzione del parquet richiede tecniche e prodotti calibrati in base alle rifiniture e alla tipologia di listelli e a fattori esterni, come le condizioni ambientali e il grado di luminosità: ad esempio un clima secco può generare fessure o microfratture e quello umido di contro elevate dilatazioni; l’assenza di luce invece causa cambi di tonalizzazione per lo scarso processo ossidativo. Gli interventi di manutenzione vanno svolti ogni giorno o quantomeno più volte a settimana, seguendo delle regole ben precise. Eccone alcune:

  • Rivestire i piedini dei mobili con feltri protettivi in modo da evitare ammaccature sul parquet;
  • Rimuovere polvere e detriti dalla suola di scarpe e stivali, tramite uno zerbino da collocare all’ingresso del locale o della stanza;
  • Utilizzare l’aspirapolvere o la scopa a frange anche per prevenire graffi e solchi;
  • E’ sempre meglio adoperare panni umidi e strizzati,  perché il legno tende a dilatarsi se viene contatto con l’acqua;
  • Pulire seguendo le venature del pavimento con soluzioni a base di acqua e detersivo neutro. Si può preferire la candeggina solo per evitare che il parquet si scurisca. Risciacquare in modo accurato;
  • E’ vietato l’uso di alcool o ammoniaca, in quanto possono rovinare la verniciatura.Altre volte è necessario optare per interventi di manutenzione straordinarie, da effettuare a cadenze mensile o annuale. Sono trattamenti complessi, studiati appositamente per far fronte a vari problemi o alla cura di parquet più delicati. Le tecniche, in questi casi, sono simili a quelle adoperate per la pulizia quotidiana, ma differiscono sia per la frequenza sia per i prodotti utilizzati. Ecco quelli suggeriti, a seconda della specifica situazione da risolvere:
  • Parquet grezzo. La superficie va lucidata in modo uniforme, tramite uno straccio di cotone asciutto. I lavaggi invece vanno svolti con soluzioni a base di acqua per chiudere le fessure;
  • Parquet rifiniti a cera.  Circa una volta al mese, bisogna rimuovere la vecchia cera e applicare un prodotto nuovo, stendendolo delicatamente sulla superficie, cosi da creare un film protettivo;
  • Parquet verniciati.  Ogni tre mesi, si effettuano operazioni con prodotti a base di acqua e resine, affinché la pellicola di vernice sia protetta e rinforzata;
  • Parquet vecchi. Di solito viene svolta la rilamatura, un trattamento che prevede passaggi più invasivi rispetto agli altri,  per gli eventuali danni causati in prossimità delle porte o dei pavimenti contigui, costituiti da materiali differenti. I vantaggi, ciò nonostante, sono numerosi: ad esempio consente di rimuovere graffi e solchi, tramite  l’abrasione  e lo stoccaggio,  eliminando lo strato superficiale e circa un terzo delle doghe dal parquet. A fine operazione, dato l’impatto e la complessità, si applica un film protettivo a base di cera o vernici, stendendolo sulla superficie.