Architettura scolastica – Piano di Sorrento – Napoli

Project Description

L’architettura scolastica in quanto forma della società è tenuta ad acquisire un linguaggio stilistico-formale consono ai cambiamenti comportamentali che stanno interessando le nostre generazioni. Superando i limiti del classico sistema scolastico, si sceglie di individuare un ‘’campo’’, identificato con il lotto e di collocarvi due manufatti, che ospiteranno le funzioni pubblico-didattiche.

I due manufatti si sovrappongono, il primo (grande elemento pubblico) fa propria la quota +00, per ovvi motivi di fruibilità. Nel rapportarsi con la città esso arretra all’ interno del campo portando con se l’ingresso alla struttura. In questo modo trova riparo, riuscendo cosi a determinare con il sostrato urbano una relazione più intima e partecipata, ma allo stesso tempo proteggendosi dal frastuono cittadino. Il secondo manufatto si attesta ad una quota superiore. Ciò proviene dalla volontà di proteggere il sistema didattico, luogo di studio e di apprendimento. Un’ulteriore quota è poi raggiunta dai laboratori che si collocano in una posizione intermedia teorizzando una interconnessione tra i due blocchi principali. Essi giocano un ruolo fondamentale all’interno della composizione in quanto custodi della ricerca e quindi del sapere. Il piano interrato ospita i parcheggi dove il grande elemento distributivo pesca smistando i flussi tutti i livelli.

Partendo dallo studio del tessuto urbano scegliamo di operare attraverso due manufatti che compositivamente hanno il compito di colmare la rarefazione urbana creando una relazione tra le varie zone di addensamento urbano. La ferrovia si configura come grande elemento di rottura, per questo motivo il manufatto si avvicina ad essa fino al limite normativo, per guadagnare un contatto visivo von essa e mettendola quindi a sistema con il progetto. In questa nuova visione la ferrovia diventa il grande nodo infrastrutturale, una sinapsi urbana che invece di dividere diventa elemento connotativo del paesaggio, forte del supporto della grande architettura scolastica. L’ ingresso alla struttura si trova in posizione baricentrica rispetto ad essa, molto arretrata dal filo della strada. Il blocco distributivo che ospita l’ atrio d’ ingresso viene preannunciato da una pedana lignea sulla quale insiste il blocco dei laboratori che pendono come delle culle sorrette da una struttura speciale. Tra i tre blocchi dei laboratori delle essenze arboree svettano donando riconoscibilità al progetto. Gli alberi, oltre ad avere un valore bioclimatico come schermatura naturale, evocano il concetto di protezione, essi sono avvolti dalla struttura, cercando di infondere negli alunni buoni propositi di vita. Le vasche di terra, oltre ad ospitare la ’’ vita’’ simboleggiata dagli alberi, fanno da sfondo all’ opera d’ arte ideata ad hoc per l’ occasione. Le essenze arboree vengono inoltre impiegate come schermatura acustica nei confronti della ferrovia. Inoltre un prato fa da sfondo al progetto. Oltre all’ ingresso pedonale principale che si attesta a Via Carlo Amalfi, un ingresso carrabile si apre sulla stessa via. La rampa guadagna una quota inferiore dove si crea una sosta sicura per i bus della scuola. Il piano interrato ospita il parcheggio dove pesca il grande elemento distributivo, esso non viene mai intercettato dal flusso veicolare, garantendo così la massima sicurezza.

Il progetto si compone di un piano interrato ed di due fuori terra, raggiungendo un’altezza inferiore a 7.50m consentita dal piano regolatore nella zona. Il piano interrato è servito da una rampa carrabile che intercetta una zona di sosta sicura. Dal piano interrato tramite un’ apertura del solaio I piani superiori si rivelano preannunciando lo sviluppo dell’ edificio in maniera non banale. Essa è collegata al grande elemento distributivo che smista i flussi ai piani superiori. Oltre che ai flussi quest’ elemento intercetta anche i cavedi impiantistici, convogliandoli in un locale tecnico dove trovano collocazione le UTA, le unità termiche e i serbatoi per il recupero delle acque piovane. Le scale di emergenza arrivano fino a questa quota assicurando il rispetto delle norme antincendio al piano. La rampa di risalita non coincide con quella di ingresso e smista i flussi in uscita in una zona opposta a quella di ingresso. La struttura del piano è standard al netto delle vasche di terra e della sala che per motivi di peso e conformazione hanno richiesto un maggiore sforzo strutturale determinando un raddoppio delle travi. Il piano terra ospita i grandi accessi pedonali. Una pedana lignea accompagna il fruitore verso l’ elemento distributivo(ED), il percorso è caratterizzato da essenze arboree che svettano fra i blocchi dei laboratori e rendono suggestivo il percorso suddetto. L ED si configura come un elemento vetrato schermato da vetri che incorporano dei brise soleil mobili. Esso riceve i flussi dal piano interrato e dal piano terra e smista gli stessi nell’ grande elemento pubblico, verso le aule e i laboratori. L ED ospita anche l interfaccia pubblico segreteria, posta all’ ingresso per motivi di facilità di fruizione.

Al piano terra sorge inoltre l’elemento pubblico (EP) che connettendosi direttamente all’ED si rende autonomo rispetto alle aule ed ai laboratori. Esso rappresenta uno dei due manufatti che si attesta parallelamente a Via Carlo Amalfi penetrando all’ interno del campo e assumendo una forma allungata dettata dal sistema distributivo adoperato per le varie funzioni. In esso trovano collocazione la direzione didattica, la mensa, la sala, la biblioteca e la palestra. Le funzione sopracitate sono state calcolate nel rispetto della normativa vigente tenendo in considerazione il numero di aule indicate dal bando e calcolando quindi il numero massimo di alunni che essa può contenere, ovvero 600.La struttura del piano è classica, un telaio a maglia 6.30×6.30, fornisce le ragioni progettuali ed indirizza verso una più ordinata composizione.

Per la palestra la grande luce rende necessario uno sforzo strutturale che determina il raddoppio dei pilastri Il primo piano è quello che ospita le funzioni didattiche, aule e laboratori. Le aule si compongono di due stecche sopraelevate e di altre due, più piccole che intersecano le prime. Le aule sono organizzate in blocchi da 4 che essendo sottomultiplo di 8 da luogo ad una più semplice suddivisione, dato che le 24 aule prevedono 8 sezioni. Lo stesso telai dell’ EP prosegue, reggendo i blocchi aule, in esse le uniche strutture in CLS siano i piani orizzontali, mentre quelli verticali sono fatti prevalentemente in legno.

Le stecche sono distribuite tramite dei corridoi che ospitano una lunga seduta e una serie di bacheche, per le aule invece una fascia tecnica di armadietti e infissi scherma quest’ultime dalle zone comuni. I corridoi si configurano come dei luoghi molto chiusi, condizione che si contrappone alla grande apertura delle aule, schermate da un sistema di frangisole a lamelle. Un ruolo fondamentale all’ interno della didattica è giocato dai laboratori, per questa ragione essi assumono un ruolo cardine all’ interno dal progetto. Il blocco dei laboratorio scaturisce dall’ unione di tre stecche che si uniscono all’ ED tramite un corridoio, dove delle risalite si agganciano alle stecche didattiche, facilitando il flusso aulalaboratorio. Raggiungendo una quota intermedia, e avanzano rispetto alla struttura i laboratori ne determinano una nuova atta a reggere i solai, nello specifico dei pendoli si aggrappano alle travi che raddoppiano reggendo i solai fuori asse. Dato il carattere trasparente la loro schermatura è affidata alle piante che svettano fra di essi. La permutabilità viene garantita da un sistema di partizioni interne che permettono di unire tre laboratori in un unico ambiente da 100 mq.

Con :

arch. Roberto Mallardo e arch. Andrea Di Marino.

Client

Comune di Piano di Sorrento (NA)

Date

05 / 2014

Category

ricerca, spazi pubblici

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